Pillole

Valore, patrimonio netto e crescita

Non sempre maggiore crescita significa anche maggior valore, l'effetto che hanno i nuovi investimenti dipende essenzialmente dalla capacità dell'impresa di avere una redditività superiore al costo del capitale

E' intuitivo pensare che valore dell'impresa e patrimonio netto (ossia il suo equivalente dal punto di vista contabile) siano in qualche modo legati: dal confronto tra redditività del capitale e costo dello stesso è possibile determinare quale dei due sia maggiore e quale minore. Nel caso in cui la redditività del capitale proprio sia maggiore del costo del capitale (proprio) possiamo infatti scrivere:

ROE > K_e

esprimendo il ROE nelle sue componenti otteniamo:

\frac{\text{Utile}_{t+1}}{\text{Patrimonio Netto}_t} > K_e

aggiungendo e sottraendo al numeratore del primo termine il valore

\text{Investimenti Netti}_{t+1} \frac{\text{Patrimonio Netto}_t}{\text{Capitale Investito}_t} \quad

è possibile poi ricavare:

\frac{\text{Utile}_{t+1} (-\text{Inv. Netti}_{t+1} + \text{Inv. Netti}_{t+1}) \frac{\text{Patrimonio Netto}_t}{\text{Capitale Investito}_t}}{\text{Patrimonio Netto}_t} > K_e

ricordando la definizione di FCFE e di crescita (g), questa disuguaglianza può anche essere scritta come:

\frac{\text{FCFE}_{t+1}}{\text{Patrimonio Netto}_t} + g > K_e

semplificando e risolvendo per il Patrimonio Netto:

\frac{\text{FCFE}_{t+1}}{K_e - g} > \text{Patrimonio Netto}_t

con il termine di sinistra che esprime il valore dell'impresa calcolato secondo la formula del FCFE (si vedano in proposito gli articoli precedenti).

W_t > Patrimonio Netto_t

Ciò significa che, dal punto di vista teorico, il valore di impresa è superiore al Patrimonio Netto solo in presenza di una redditività dello stesso (ROE) superiore al costo del capitale Ke.

Analogamente è possibile svolgere il procedimento a ritroso per arrivare a conclusioni simili sul ROI; aggiungiamo inizialmente l'indebitamento finanziario netto ad entrambe i termini:

W_t  + D_t > Patrimonio Netto_t + D_t
Enterprise Value_t > Capitale Investito_t

l'Enterprise Value può poi essere espresso nelle sue componenti (formula del FCFF) ottenendo:

\frac{\text{FCFF}_{t+1}}{\text{Wacc} - g} > \text{Capitale Investito}_t

risolvendo per il Wacc (weighted average cost of capital o costo medio ponderato del capitale) è possibile poi ricavare:

\frac{\text{FCFF}_{t+1}}{\text{Capitale Investito}_t} > \text{Wacc} - g

ricordando che il tasso di crescita può essere espresso come

\frac{\text{Inv. Netti}_{t+1}}{\text{Capitale Investito}_t} \quad

possiamo riscrivere la formula:

\frac{\text{FCFF}_{t+1}}{\text{Capitale Investito}_t} + \frac{\text{Inv. Netti}_{t+1}}{\text{Capitale Investito}_t} > \text{Wacc}

dal momento che FCFF può essere scritto come differenza tra risultato operativo al netto d'imposta e investimenti, in formule FCFF = RO(1-t) - Investimenti Netti si ottiene la seguente formula:

\frac{RO_{t+1}(1-t)}{\text{Capitale Investito}_t} > \text{Wacc}

che può anche essere espressa come:

ROI (1-t) > Wacc

Quindi un ROE maggiore del costo del capitale proprio implica una redditività del capitale investito (al netto delle imposte) più elevata del costo medio ponderato del capitale (e viceversa). Sulla base di queste formule è possibile trarre alcuni insegnamenti in materia di investimenti:

  • i titoli azionari che hanno una valutazione di mercato sensibilmente superiore al loro valore contabile devono trovare giustificazione di ciò in una redditività (storica o prospettica) superiore al costo del capitale, in caso contrario c'è il rischio di essere di fronte ad una potenziale sopravalutazione;
  • non necessariamente comprare titoli il cui prezzo è inferiore al valore contabile significa fare un affare, il guadagno potenziale è infatti in gran parte illusorio e basato sull'ipotesi che l'impresa venga liquidata, nell'ipotesi di continuità dell'attività (99,9% dei casi) è probabile che, permanendo le condizioni di bassa redditività, il valore si riduca progressivamente avvicinandosi al prezzo di acquisto.

Una volta chiariti i legami tra redditività e valore è possibile comprendere meglio il ruolo della crescita: l'influenza di un maggiore o minore tasso di crescita sul valore dipende infatti anche dai rapporti di forza tra redditività del capitale e costo dello stesso. Nella tabella seguente sono rappresentate le quattro possibili combinazioni tra variazione del tasso di crescita (positivo o negativo) e redditività (superiore o inferiore al costo del capitale).

RedditivitàCrescitaROI (1-t)
> Wacc< Wacc
gWW
gWW

Da quanto riportato è possibile notare che un aumento del tasso di crescita porta a miglioramenti del valore dell'impresa solo se la redditività del capitale è superiore al suo costo, in caso di redditività inferiore al costo del capitale la maggiore crescita causa una riduzione del valore; i risultati sono speculari nel caso di riduzione del tasso di crescita.

Aziende con livelli differenti di redditività possono quindi reagire in modo opposto ad uno stesso annuncio di un nuovo piano di investimenti: nel caso in cui queste abbiano dimostrato di essere in grado di creare valore (ROE > Ke) è ragionevole attendersi un incremento del prezzo dei titoli, nel caso invece in cui il focus sulla crescita non sia stato accompagnato da una adeguata selezione degli investimenti non c'è da meravigliarsi se la reazione del mercato sarà negativa.

Pillole: prima e dopo

Pillole Metodi di valutazione in assenza di crescita Il modello sintetico in assenza di crescita considera le aziende come una sorta di titoli irredimibili con risultati che si ripetono nel tempo ed in grado di distribuire tutto l'utile sotto forma di dividendi. Il calcolo del valore è possibile applicando quattro distinte metodologie Pillole Metodi di valutazione in presenza di crescita Includendo la crescita nel modello di valutazione, ossia la possibilità di investire in eccesso rispetto agli ammortamenti e accrescere lo stock di capitale, le formule di valutazione secondo i differenti metodi esaminati, si modificano ma, con gli opportuni accorgimenti, continuano a dare gli risultati tra loro identici Pillole Metodi di valutazione analitici: concetti base Come descritto negli articoli precedenti, i metodi di valutazione sintetici si basano sul presupposto dell'invarianza dei principali parametri che determinano la redditività (margini sulle vendite, rotazione del capitale investito, aliquota ammortamento ecc.) permettendo una semplificazione dei calcoli del valore di impresa. La realtà dimostra però che raramente è possibile avere una sostanziale stabilità di questi parametri, soprattutto nel caso di aziende che operano in settori ciclici e/o a rapido tasso di sviluppo. Pillole Modelli analitici: l'elaborazione dei bilanci prospettici I modelli analitici si basano sulla determinazione puntuale dei flussi di cassa nei singoli anni di previsione; per fare questo è necessario costruire dei bilanci prospettici attraverso la stima dei parametri che determinano la redditività

Tutto l'archivio · Pillole