Webuild
Dopo la forte correzione degli ultimi mesi Webuild sembra quotare a forte sconto, la società può contare su multipli interessanti ed un portafoglio ordini diversificato ma pesano i ritardi nei pagamenti in Italia e l'aumento dei costi dei materiali.
Profilo societario
Webuild è un'azienda di riferimento a livello mondiale nella progettazione e costruzione di infrastrutture complesse. Si distingue per il suo impegno verso opere di mobilità sostenibile, energia idroelettrica, gestione e approvvigionamento idrico, oltre a edifici eco-compatibili. Da anni, è riconosciuta come la società leader a livello globale nella realizzazione di infrastrutture legate al settore idrico. Attualmente, il gruppo opera in circa 50 Paesi, con un team di oltre 92.000 persone provenienti da 125 nazioni diverse.
Andamento del titolo
- Webuild
- Indice Ftse Mib
| Serie | Prima rilevazione | Ultima rilevazione | Variazione |
|---|---|---|---|
| Webuild | 100,0 27 ott 2023 | 117,0 16 ott 2026 | +17,0% |
| Indice Ftse Mib | 100,0 27 ott 2023 | 182,7 16 ott 2026 | +82,7% |
I tre anni che precedono l'analisi, settimana per settimana: titolo e indice di riferimento a base 100 alla prima rilevazione.
Le azioni Webuild fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Webuild mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la presenza in un settore influenzato dal ciclo degli investimenti, solo parzialmente compensata dalla diversificazione geografica del portafoglio ordini. Negli ultimi 3 anni il titolo Webuild ha registrato una performance positiva (+17%) ma nettamente inferiore al +82,7% dell'indice FTSE Mib; il titolo ha avuto un trend inizialmente positivo, proseguito, nonostante due correzioni a maggio-giugno 2024 e marzo-aprile 2025, fino ai massimi di agosto 2025 e con una netta sovra performance sull'indice; in seguito il tendenza si è invertita e, fatta salva un breve ripresa tra fine 2025 ed inizio 2026, è proseguita fino ad oggi.
Dati finanziari
| Voci di bilancio | 2023 | Var. % | 2024 | Var. % | 2025 |
|---|---|---|---|---|---|
| Totale ricavi | 9.894,61 | +19,2% | 11.790,49 | +15,1% | 13.569,44 |
| Margine operativo lordo | 807,21 | +21,8% | 983,48 | +18,3% | 1.163,91 |
| Ebitda margin % | 8,16 | 8,34 | 8,58 | ||
| Risultato operativo | 394,00 | +32,6% | 522,59 | +24,1% | 648,76 |
| Ebit margin % | 3,98 | 4,43 | 4,78 | ||
| Risultato ante imposte | 253,48 | +45,2% | 368,00 | +0,7% | 370,58 |
| Ebt margin % | 2,56 | 3,12 | 2,73 | ||
| Risultato netto | 128,39 | +60,0% | 205,39 | −11,9% | 180,92 |
| E-Margin % | 1,30 | 1,74 | 1,33 | ||
| PFN (cassa) | −1.430,73 | −1,0% | −1.444,63 | +74,8% | −363,46 |
| Patrimonio netto | 1.690,83 | +15,3% | 1.949,34 | −7,8% | 1.797,38 |
| Capitale investito | 317,32 | +83,7% | 582,76 | +160,4% | 1.517,52 |
| ROE % | 7,59 | 10,54 | 10,07 | ||
| ROI % | 151,48 | 103,54 | 45,24 |
Valori in milioni di €; margini e rendimenti in percentuale.
Commento ai dati di bilancio
Nel triennio 2023-2025 Webuild ha mostrato una crescita dei ricavi del 37,1% mentre l'Ebitda è cresciuto del 44,2% (con un miglioramento di 0,4 punti percentuale della marginalità) ed il risultato operativo è passato da 394 a 648,8 milioni (+64,7%). Crescita a due cifre anche per l'utile netto a 180,9 milioni (+40,9%). La posizione finanziaria netta è passata da una disponibilità netta di oltre 1430 milioni ad un saldo positivo di 363,5 milioni.
Ultimi sviluppi
Nel primo semestre 2026 i ricavi sono stati pari a 6,65 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 6,64 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025. Il margine operativo lordo è salito a 673 milioni di euro rispetto ai 592 milioni del primo semestre 2025. Il risultato operativo ha raggiunto 464 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto ai 404 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre l'utile netto adjusted attribuibile ai soci della controllante è stato pari a 113,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 131,87 milioni del 1° semestre 2025.
Comparables
| Azienda | P/E | P/BV | Dividend yield % |
|---|---|---|---|
| Webuild | 8,15 | 1,17 | 4,25% |
| Icop | 27,42 | 5,70 | 0,54% |
| Trevi | 42,04 | 2,49 | 0% |
| Vinci | 12,82 | 2,04 | 4,63% |
Nella comparazione con le principali aziende quotate operanti nel settore dell'impiantistica Webuild risulta la società più a buon mercato sia sulla base del multiplo P/E (Prezzo/Utile) che del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); interessante il rendimento da dividendi, superiore al 4% e secondo solo a quello di Vinci.
Opportunità
- Espansione in mercati a basso rischio: i nuovi ordini 2026 sono concentrati in Italia (1,7 mld), Australia (300 mln) e Nord America (900 mln). Lane si è aggiudicata progetti come I-4 in Florida e l'Ohio River Tunnel in Pennsylvania; negli USA la domanda è sostenuta dai programmi infrastrutturali federali.
- verticalizzazione con Trevi: l'OPA mira a internalizzare i margini nelle fondazioni speciali (oltre 1,5 mld di lavori nel backlog Webuild) e dovrebbe accrescere l'EPS già prima delle sinergie.
- Arabia Saudita riorientata: dopo NEOM, Webuild punta su metro urbana e infrastrutture idriche (gara per la Linea 7 della metro di Riyadh, lavori sulla Linea 2, dissalazione).
- Ponte sullo Stretto: opzione di crescita di lungo periodo: la costruzione del solo ponte vale circa 4,5 mld, il 40% del sistema complessivo.
Rischi
- Ritardi di pagamento e riserve in Italia: in una lettera di fine luglio al governo, Webuild segnalava un grave squilibrio economico-finanziario su 30 mld di commesse RFI. Le riserve iscritte sono 22 mld, di cui 13 per oneri già sostenuti; applicando il tasso storico di riconoscimento (29%), la società stima un esito di 6-7 mld e un fabbisogno di cassa immediato di 1,8 mld.
- caro materiali: l'ANCE segnala ristori per il caro materiali ancora non pagati (oltre 2 mld per il settore) e forti rincari del bitume.
- cancellazioni da committenti esteri: NEOM ha rescisso il contratto Trojena (backlog residuo 2,8 mld) e la Connector High-Speed Line (circa 1 mld). I costi sostenuti sono rimborsati, ma l'impatto sui ricavi 2026 supera i 550 mln.
- rischio politico-autorizzativo sul Ponte: il progetto è in stallo, con oltre 360 nodi tecnici da sciogliere, e le stime di costo sono passate da 3,8 a 10,5 mld.
- geopolitica e macro: tensioni in Medio Oriente e prezzi dell'energia alti possono incidere su costi e catena di fornitura; la guidance assume l'assenza di gravi shock geopolitici o logistici
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati:
- una crescita dei ricavi che passa dall'1% del 2026, al 2,5% di lungo periodo;
- margini sulle vendite in crescita fino all'8,85% del 2028 che poi si stabilizzano all'8,7% dal 2031 e seguenti;
- una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 44,8%.
Infine si prevedono un tax rate al 45% ed un payout in crescita fino al 60%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 3,31 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,4 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
Analisi Webuild in formato PDF
Tutte le analisi su Webuild
11 analisi dal 19 luglio 2008, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.