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Banco Popolare — analisi del giugno 2012

Nonostante la forte diminuzione delle quotazioni degli ultimi 3 anni Banco Popolare ha limitati spazi di apprezzamento condizionato dall'incertezza del quadro economico e dalla bassa redditività attesa.

Profilo societario

Banco BPM S.p.A., con sede in Italia, è una realtà attiva nel settore finanziario. Questa banca multicanale propone una vasta gamma di prodotti e servizi, tra cui il collocamento di azioni, la creazione e gestione di fondi di investimento specializzati, conti correnti aziendali e personali, oltre a soluzioni per investitori, operazioni di finanziamento, e prodotti assicurativi sia vita che non vita. Offre inoltre servizi Bancomat, piattaforme di trading online e notifiche tramite Short Message Service (SMS). Il portafoglio di Banco BPM è studiato per soddisfare le esigenze sia dei privati sia delle imprese. L'istituto opera con particolare attenzione alle regioni produttive italiane, come Lombardia, Veneto e Piemonte. Tra le entità che fanno parte del Gruppo si annoverano la Banca Popolare di Milano, la Banca Popolare di Verona, la Banca Popolare di Novara, la Banca Popolare di Lodi e il Credito Bergamasco, tra gli altri.

Andamento del titolo

Le azioni Banco Popolare fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Banco Popolare mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1) indice dell'esposizione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari. Negli ultimi 3 anni il titolo Banco Popolare ha registrato una performance fortemente negativa (-77,2%) rispetto al -37,5% dell'indice FTSE Mib; dopo un iniziale andamento positivo, culminato nel massimo di ottobre 2009, le azioni hanno imboccato la strada del ribasso, arrivando a perdere oltre l'80% ai minimi di novembre 2011. La successiva ripresa (+100% in circa 3 mesi) è stata in buona parte annullata dal nuovo trend riflessivo degli ultimi 2 mesi con le azioni che sono nuovamente tornate vicine ai minimi di periodo.

Dati finanziari

Dati finanziari di Banco BPM, esercizi 2009–2011
Voci di bilancio 2009 Var. % 2010 Var. % 2011
Margine di interesse 2.605,72 −14,7% 2.221,44 −28,8% 1.580,92
Margine di intermediazione 4.043,29 +2,7% 4.151,80 −10,3% 3.726,07
Risultato di gestione 1.252,54 −13,5% 1.083,17 −3,1% 1.049,60
% sul margine di intermediazione 30,98 26,09 28,17
Risultato ante imposte 487,04 −52,4% 231,61 −1.194,4% −2.534,80
% sul margine di intermediazione 12,05 5,58 −68,03
Utile di esercizio 257,94 +28,5% 331,53 −776,0% −2.240,97
% sul margine di intermediazione 6,38 7,99 −60,14
Totale attivo 135.709,09 −0,4% 135.155,67 −0,8% 134.126,62
Patrimonio netto 12.112,21 −1,4% 11.940,40 −21,1% 9.423,31
ROE % 2,13 2,78 −23,78

Valori in milioni di €; margini e rendimenti in percentuale.

Commento ai dati di bilancio

Nel triennio 2009-2011 Banco Popolare ha registrato una flessione del Margine di Intermediazione del 7,8% mentre il Risultato di Gestione (su cui hanno inciso le rettifiche su avviamento) è passato da 1252,5 a -1716,9 milioni; passati in negativo anche il risultato lordo (a -2534,8 milioni da 487 milioni) e il risultato netto (a -2240,9 milioni da 257,9 milioni). La redditività del capitale (Roe) è scesa dal 2% al -23,8%.

Ultimi sviluppi

Nel primo trimestre 2012 il margine finanziario cresce del 5% a 478,3 milioni di Euro mentre gli altri proventi operativi diminuiscono del 23,6% penalizzati dal risultato finanziario passato da un utile di 67 milioni ad un rosso di 34 milioni per effetto della fair value option; il risultato di gestione diminuisce del 24% a 201,3 milioni di Euro mentre il risultato netto passa da 60 a -109 milioni di Euro (in miglioramento a +103 milioni se si escludono gli effetti della fair value option).

Comparables

Comparables di Banco BPM alla data dell'analisi
Azienda P/E P/BV Dividend yield %
Banco Popolare neg 0,18 0%
Ubi Banca neg 0,23 2,24%
BPM neg 0,25 0%
Bca Carige 7,48 0,49 10,92%

Nel raffronto tra le principali banche regionali Banco Popolare risulta tra quelle più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre il Price/Earnings non è significativo avendo chiuso i conti 2011 in rosso, nullo il rendimento da dividendi.

Opportunità

Dovrebbe raggiungere i requisiti patrimoniali richiesti dall'Eba senza ulteriori operazioni sul capitale

Rischi

Aumento degli accantonamenti su crediti in caso di aggravamento della crisi economica

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Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati:

  • una crescita delle attività all'1% nel 2012 e 3% nel lungo periodo;
  • una crescita delle commissioni ed altri proventi negativa nel 2012 (-2%) e positiva a partire dal 2013 (6% in progressiva riduzione al 3%);
  • un cost/income ratio in diminuzione dal 71% del 2012 al 69% del 2013 ed anni successivi;

Infine si prevede un tax rate stabile al 35% ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività in calo fino allo 0,4% del 2015 e seguenti. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,17 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,15 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

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